domenica 4 gennaio 2026

Bagna cauda

Bagna cauda: la ricetta originale Ancor prima di essere un semplice piatto, la bagna cauda (o bagna caoda) è simbolo di una tradizione antica, oggi anche Patrimonio Unesco. Si narra che l'origine del piatto fosse quella di ricompensare i vendemmiatori per il lavoro svolto durante la vendemmia: ecco perché la bagna cauda è un piatto tipicamente autunnale, un intingolo da abbinare alle verdure di stagione e un piatto conviviale. Scopri la ricetta di questo straordinario piatto tradizionale piemontese! Bagna cauda Ingredienti per 4 persone 300 g di aglio 500 g di acciughe dissalate 400 ml di olio evo 100 g di burro 600 ml di latte Verdure di stagione: peperoni, cipolle, cardi, patate, barbabietole, carote, pomodorini La preparazione della bagna cauda • Inizia pulendo l'aglio, taglialo a metà e privalo dell'anima per renderlo meno indigesto. A questo punto ponilo in un pentolino, coprilo con abbondante acqua fredda e portalo a bollore. Scolalo dall'acqua e ripeti quest'operazione per quattro volte. In questo modo l'aglio risulterà più digeribile e allo stesso tempo non perderà il suo sapore. • Metti l'aglio in un pentolino con il latte e lascialo cuocere finché non inizierà a bollire leggermente. • A parte, in una padella, a fuoco molto moderato fai sciogliere le acciughe con il burro e l'olio extravergine di oliva, fino a trasformarli in una crema. In questa fase è molto importante che le acciughe cuociano a fuoco moderato, altrimenti potrebbero risultare leggermente rancide. • Unisci tutti gli ingredienti e frullali con un frullatore a immersione per ottenere una crema fine e omogenea. • Adesso che la bagna cauda è pronta, non ti resta che disporla nei classici "fujot" (pentolini di terracotta) ed intingere le verdure fresche di stagione che hai tagliato in precedenza. La bagna cauda è quindi perfetta da servire come secondo.

Influenza, cosa e quanto mangiare quando si ha la febbre

• Influenza, cosa e quanto mangiare quando si ha la febbre: i consigli dell'esperta di Isabella Fantigrossi Carboidrati facilmente assimilabili e digeribili (meglio il pane tostato di quello fresco), verdura cotta, spremute se il mal di gola lo consente, proteine leggere. No a dolci, caffè, fritti e alcolici: rallentano la ripresa. I consigli di Annamaria Colao, professoressa dell'università Federico II di Napoli Febbre alta, dolori muscolari, raffreddore, tosse, debolezza fisica. Sono questi, prevalentemente, i sintomi dell'influenza e delle malattie da infezioni respiratorie che, proprio in queste settimane, come spiegato dagli esperti dell'Istituto Superiore di Sanità, stanno raggiungendo il picco dei casi. Ma quando questi sintomi sono presenti come dovremmo mangiare? Quali sono le indicazioni alimentari generali che dovremmo seguire? Lo abbiamo chiesto ad Annamaria Colao, professoressa ordinaria di Endocrinologia e malattie del metabolismo e direttrice del Dipartimento di Endocrinologia, diabetologia, andrologia e nutrizione dell’Università Federico II di Napoli. Il cibo come supporto «Quando si è colpiti dall’influenza - spiega l'esperta - il corpo è impegnato a combattere l’infezione e spesso si manifestano sintomi come febbre, stanchezza, dolori muscolari, mal di gola, tosse e perdita di appetito. In questa fase, l’alimentazione non serve solo a nutrire, ma diventa un vero e proprio supporto al sistema immunitario e al recupero delle energie. Mangiare nel modo giusto può aiutare ad alleviare i sintomi, prevenire la disidratazione e favorire una guarigione più rapida». L'idratazione L'aspetto fondamentale è l'idratazione. «Con la febbre e la sudorazione si perdono molti liquidi, per cui è importante bere spesso, anche se non si avverte sete. Acqua, tisane calde, tè leggeri e brodi sono ideali. Le bevande calde, in particolare, aiutano a lenire il mal di gola e a fluidificare le secrezioni nasali. Il brodo vegetale o di pollo rappresenta una scelta eccellente: se preparato in casa, è facilmente digeribile, fornisce sali minerali e contribuisce a mantenere un buon equilibrio idrico». Carboidrati facilmente assimilabili Per quanto riguarda l'alimentazione vera e propria, invece, continua Annamaria Colao, «è preferibile optare per alimenti leggeri e semplici, che non affatichino la digestione. Riso, pasta o semolino ben cotti, patate lesse o passati di verdure sono indicati soprattutto nei primi giorni, quando l’appetito è scarso. Questi alimenti forniscono carboidrati facilmente assimilabili, utili per sostenere l’organismo debilitato. Anche il pane tostato può essere una buona alternativa, più digeribile rispetto al pane fresco». Frutta e verdura Tra le verdure, invece, che svolgono una funzione importante grazie all'apporto di vitamine, minerali e antiossidanti, quali preferire? «Zucchine, carote, zucca, finocchi e spinaci, meglio se cotti e sotto forma di minestre o vellutate, sono ben tollerati e contribuiscono a rafforzare le difese immunitarie. La vitamina C, in particolare, è nota per il suo ruolo di supporto al sistema immunitario: tra i frutti, agrumi, kiwi e mele possono essere consumati sotto forma di spremute o frullati, se il mal di gola lo consente». Attenzione alle proteine Anche le proteine sono importanti, ma vanno scelte con attenzione. «Carni bianche come pollo e tacchino, pesce magro, uova ben cotte e legumi passati o decorticati sono fonti proteiche leggere e utili per il recupero. Lo yogurt e gli altri latticini fermentati possono essere benefici grazie ai fermenti lattici, che aiutano a mantenere l’equilibrio della flora intestinale, spesso messa alla prova dall’infezione o dall’uso di farmaci». Da evitare Che cosa è meglio evitare, invece? «I cibi grassi, fritti, molto elaborati o speziati, così come dolci industriali e alcolici, che possono appesantire l’organismo e rallentare la ripresa. Anche il caffè andrebbe limitato - raccomanda Colao -, soprattutto in presenza di disidratazione o disturbi gastrointestinali. In conclusione, in caso di influenza è importante ascoltare il proprio corpo, mangiare poco ma spesso e privilegiare cibi semplici, caldi e nutrienti. Un’alimentazione equilibrata, associata a riposo e adeguata idratazione, rappresenta un valido alleato per superare più rapidamente la fase acuta e tornare gradualmente alle normali abitudini».