martedì 18 febbraio 2020

Peperoni ripieni, 5 errori da non fare.


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di SUSANNA DANIELI 17 Febbraio 2020
peperoni-ripieni-di-carne
peperoni ripieni sono il piatto unico e sostanzioso che ricorda l’estate e riempie la casa di profumo. Il cofanetto vegetale rosso o giallo contiene tutti i vostri ingredienti preferiti: riso, cous cous, quinoa, carne, pesce, verdure, mettiamoci pure il tofu. Le combinazioni sono infinite, ma la ricetta di base rimane sempre la stessa. Quali sono dunque gli errori da evitare per preparare correttamente i peperoni ripieni?
Vediamoli insieme uno per volta: ecco i 5 errori da non fare, dallo scegliere peperoni non uniformi ad utilizzarne sempre lo stesso tipo.

1) Usare peperoni di varie dimensioni

peperoni
In cucina le dimensioni contano. La prima cosa da fare quando volete preparare i peperoni ripieni è sceglierli con cura. L’aspetto più importante è infatti l’uniformità: peperoni uguali completano la cottura a parità di tempo e temperatura. Altrimenti, per ogni peperone perfetto, rischiate di trovarne uno crudo e uno bruciato e credeteci, non è un bello spettacolo.
Altra discriminante nella scelta dei peperoni è la polpa, che deve essere soda, spessa e levigata. Una dritta: ispiratevi a Kim Kardashian e non avrete problemi.

2) Rompere i peperoni

peperone-coltello
La materia prima del vostro piatto unico è anche il “recipiente” in cui inserire tutti gli altri ingredienti. È bene dunque decidere in anticipo come si vuole tagliare il peperone, evitando di romperlo e renderlo quindi inservibile. Avete due opzioni:
  • Incidere la calotta superiore (senza buttarla, ma ci arriviamo dopo) ed eliminare i semi e i filamenti interni dall’alto
  • Tagliare il peperone a metà formando due “barchette”
Ovviamente un peperone intero sarà considerato una porzione intera, la metà una mezza porzione. Tutto dipende da voi, dalla quantità di ingredienti che ci mettete dentro e soprattutto da quanta fame avete.

3) Gettare la calotta

peperoni
Riprendiamo il discorso dalla calotta: ipotizziamo dunque che il vostro modus operandi del peperone ripieno consista nella porzione intera in cui gli ingredienti vengono inseriti dall’alto. D’altronde avete inciso e asportato la calotta proprio per questo motivo. Attenzione a non buttarla! Vi servirà a due scopi:
  • Presentazione: a chi non piace il cappellino sul peperone ripieno?
  • Cottura: durante la sosta in forno gli ingredienti si cuoceranno in modo più uniforme se protetti dalla calotta
Il consiglio è quello di inserire la calotta a metà cottura, in modo da dare il tempo al ripieno di gratinarsi bene in superficie e poi di completare la cottura uniformemente.

4) Dimenticarsi l’acqua nella pirofila

peperoni-mbuttunati-ricetta
Abbiamo tutti presente quanto può essere fastidioso masticare qualcosa di crudo all’interno di una preparazione cotta. Con la polpa dei peperoni, piena di acqua e di fibre, il rischio che rimanga troppo al dente è alto. Come scongiurare il pericolo? Basta avere l’accortezza di aggiungere un po’ d’acqua all’interno della teglia o pirofila su cui sono disposti i peperoni farciti. In questo modo l’eccesso di umidità aiuterà i peperoni a cucinarsi meglio e ad evitare che la polpa si bruci o viceversa che abbia una consistenza troppo croccante.

5) Utilizzare un solo tipo di peperone

peperoni-cornetto
Il mondo è bello perché è vario: e allora perché accontentarsi dei soliti peperoni tutti uguali che trovate al supermercato e che probabilmente non sono nemmeno coltivati in Italia? Proprio qui da noi, secondo stagione, abbiamo tante varietà regionali che si possono tranquillamente farcire e cuocere al forno. Due esempi su tutti: il peperone Corno di Bue, originario di Carmagnola in Piemonte, e i friggitelli, protagonisti della cucina campana. Entrambi si prestano a tantissime preparazioni, compresa quella dei peperoni ripieni: sentirete che differenza di gusto!
Ora che sapete tutti sui peperoni ripieni potete cimentarvi con la ricetta vera e propria, anzi con due: quella classica con la carne, oppure napoletana con l’aggiunta di melanzane.

Zuppa di cavolo cappuccio

Pesto di broccoli, la ricetta che si prepara in 10 minuti (e si adatta a qualsiasi piatto)


di Martina Barbero



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La ricetta vincente

Al vapore oppure arrosto: se c’è una costante in tavola nei mesi invernali, questa è il broccolo. Ovvero, la «verdura portento» — ricca di vitamina C, fibre e ottima per il sistema immunitario — che fa stare bene. E che piace, purché preparata in tanti modi diversi o rischia di stancare ed essere bistrattata. Un rimedio contro la monotonia dei sapori? Il pesto. La ricetta piace, anche ai più pigri ai fornelli perché si prepara in 10 minuti e si adatta facilmente a qualsiasi tipo di piatto. Dall'aperitivo con crostini alla pasta, ma anche alle insalate. Come cucinarla? Ecco i trucchi per non sbagliare.

Ingredienti 

250 grammi di broccolo, 2 spicchi d'aglio, 50 g di foglie di basilico, 100 ml di olio extra vergine d'oliva, sale q.b., pepe macinato q.b., 100 grammi di parmigiano


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Sbollentare

Per questa ricetta sono sufficienti pochi minuti di cottura: a vapore o in acqua bollente, l’importante è che il broccolo rimanga croccante e di un verde brillante. Cuocete quindi per 5 minuti e bloccate immediatamente la cottura passando in acqua ghiacciata la verdura.


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L'aglio 

Il primo ingrediente da sminuzzare è l’aglio. Per non rischiare di incontrare pezzi troppo grossi nel pesto, triturate gli spicchi prima con un coltello e poi nel robot da cucina.

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I broccoli 

A questo punto potete aggiungere i broccoli, il basilico e il parmigiano nel robot. Se vi piace una consistenza vellutata azionate per almeno 2 minuti. Per sentire, invece, la croccantezza del broccolo, azionate a intervalli vicini il robot fino a quando non ottenete la texture che preferite.

L'errore da evitare assolutamente

L’errore che fanno in molti è quello di aggiungere l’extravergine e lavorarlo nel mixer insieme agli altri ingredienti. Il risultato? L’olio si emulsiona conferendo un colore più chiaro al pesto e una consistenza collosa. Per evitarlo, amalgamate l’extravergine a robot spento aiutandovi con una spatola o con un cucchiaio. Aggiustate di pepe e sale.

Con i crostini 

Il pesto ottenuto è perfetto come aperitivo, servito con fette di pane tostate o crostini profumati alle erbe.

La pasta 

Se volete servirlo con pasta assicuratevi di mettere da parte un po’ di acqua di cottura. Passate in padella per due minuti con un mestolo abbondante di pesto, bagnate leggermente e servite.

In insalata 

Per un pranzo leggero e veloce, il pesto diventa il condimento giusto per l’insalata composta. La ricetta è di Food52: unite noci, succo di limone, broccoli crudi tagliati a fettine sottili, pezzetti di mela e striscioline di pollo alla piastra.

giovedì 13 febbraio 2020

COME FARE IL SUGO DI TONNO IN 5 MINUTI.




https://blog.giallozafferano.it/rossellainpadella/come-fare-il-sugo-di-tonno-in-5-minuti/
 


COME FARE IL SUGO DI TONNO IN 5 MINUTI


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COME FARE IL SUGO DI TONNO IN 5 MINUTI gustosissimo al microonde
  • DifficoltàMolto facile
  • CostoMolto economico
  • Tempo di preparazione5 Minuti
  • Tempo di cottura5 Minuti
  • Porzioniper 4 persone
  • Metodo di cotturaMicroonde
  • CucinaItaliana

Ingredienti

  • 2scatolette di tonno (da 90 g)
  • 4 cucchiaiconcentrato di pomodoro
  • Mezzo bicchiereacqua
  • 1 spicchioaglio
  • 1 pizzicosale, pepe
  • 1 cucchiainozucchero
  • prezzemolo
  • 1 filoolio extra vergine d’oliva

Strumenti

  • Contenitore adatto per microonde

Preparazione

  1. Per la preparazione del sugo di tonno al microonde basterà un contenitore, di quelli per conservare il cibo, che possa andare nel microonde.
  2. Metti dentro il concentrato di pomodoro, il sale, il pepe e lo zucchero. Aggiungi anche l’acqua e mescola con un cucchiaio
  3. Aggiungi lo spicchio d’aglio intero ed il tonno.
  4. Mescola il tutto, spolverizza con il prezzemolo tritato (va bene anche quello secco)
  5. Bagna con un filo d’olio extra vergine d’oliva. Chiudi il contenitore con il coperchio e fai andare nel microonde per 4-5 minuti al massimo della potenza.
  6. Finita la cottura, fai raffreddare qualche minuto e dopo potrai togliere il coperchio e versare il sugo sulla pasta.

lunedì 10 febbraio 2020

Spaghetti bottarga e limone, un primo piatto fresco e leggero.

PASTA LIBERA TUTTI - NON È VERO CHE LA PASTA A CENA FA INGRASSARE!...


PASTA LIBERA TUTTI - NON È VERO CHE LA PASTA A CENA FA INGRASSARE! - IL PARERE DELL’ESPERTO: “PUÒ ESSERE MANGIATA IN QUALUNQUE MOMENTO DELLA GIORNATA. ANZI, VIENE SMALTITA MOLTO MEGLIO DI UN PIATTO DI CARNE, GARANTENDO QUINDI ALLA SERA UNA DIGESTIONE PIÙ FACILE E UNA MIGLIORE QUALITÀ DEL SONNO” - MA OCCHIO AI CONDIMENTI, LA SERA DOVETE COMUNQUE STARE LEGGERI…
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Daniela Natali per il “Corriere della Sera - Salute”

scolare la pastaSCOLARE LA PASTA
La pasta fa ingrassare? È uno di quegli argomenti su cui non si finisce mai di discutere. Non bisogna mangiarla di sera, sostengono in tanti, perché si depositerebbe tutta su fianchi o pancia (a seconda del sesso di appartenenza). Magari meglio a pranzo quando (si spera) dovrebbe venire bruciata dalle varie attività della giornata.

La questione ha tenuto banco qualche mese fa, complice uno studio, mal interpretato, uscito sulla prestigiosa rivista The Lancet , in cui si parlava del ruolo del triptofano nel favorire l' addormentamento. Lo studio, contando sul fatto che la pasta contiene questa sostanza, era diventato l' occasione per parlare di spaghetti e affini come di autentici «cibi della buonanotte».

«Tutto un equivoco - spiega però Marcello Ticca, vicepresidente della Sisa, la Società italiana di Scienze dell' alimentazione - e gli autori dell' articolo divulgativo, che lo ha creato, hanno poi provveduto a chiarire».
pastaPASTA

Come è nato l' equivoco ?
«Sulla pasta circolano a cadenza regolare le notizie più disparate. L' idea che potesse conciliare il sonno era legata al suo contenuto in triptofano. Si tratta di un aminoacido essenziale che favorisce nel nostro organismo la sintesi di serotonina, un neurotrasmettitore che, fra l' altro, controlla l' umore e "sembra" anche poter agevolare il sonno.

Però l' efficacia del triptofano da questo punto di vista non è provata e inoltre la pasta non è affatto una ricca fonte di triptofano: ne contengono molto di più altri cibi quali i formaggi maturi, il pesce, le carni, le uova, i legumi. Questo, tuttavia, non significa che sia vietato mangiarla di sera».

Insomma, per penne e maccheroni non scatta mai il coprifuoco, come del resto ha scritto nel suo libro «Miraggi alimentari»?
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«Proprio così. La pasta e altri prodotti ricchi di amido possono essere mangiati in qualunque momento della giornata. Anzi, un piatto di pasta, non eccessivo e non troppo condito, viene smaltito molto meglio che non, ad esempio, un piatto di carne, garantendo quindi alla sera una digestione più facile e di conseguenza una migliore qualità del sonno».

È vero che alla sera vanno limitate le calorie o anche questo è leggenda?
«Questo è un argomento diverso. L' opportunità di mangiare di meno la sera si basa sull' interessante teoria che il nostro orologio biologico influisca sulla utilizzazione di quello di cui ci nutriamo, facendo sì che ciò che ingeriamo nella seconda parte della giornata tenda più facilmente a essere immagazzinato come grasso di riserva che non a essere "bruciato" per le nostre necessità energetiche».
olioOLIO

Quindi il detto caro ai nostri nonni: «colazione da re, pranzo da principe, cena da povero» è ancora e sempre valido?
«Pare proprio di sì. Ma va precisato che alleggerire il pasto serale per controllare meglio sia il peso, sia la massa grassa complessiva, è una strategia che riguarda tutti gli alimenti, e non certo soltanto quelli a base di carboidrati, come sostiene erroneamente una delle più diffuse false credenze sull' alimentazione».

Che cosa dicono, a proposito di pasta e cereali in genere, le nuove Linee guida per una sana alimentazione uscite a fine 2019?
«Nel ribadire che non esistono cibi buoni e cibi cattivi in assoluto, e che il modello mediterraneo deve restare il cardine dell' alimentazione - risponde Marina Carcea, dirigente tecnologo del Crea, l' italiano Consiglio per la ricerca in agricoltura- nelle Linee Guida si ricorda che i cereali nella nostra dieta sono sempre stati la fonte principale di carboidrati e si ribadisce che circa il 60 per cento delle calorie giornaliere dovrebbe provenire da questi ultimi».
pasta in bianco 3PASTA IN BIANCO 3

Perché una quota così importante di carboidrati nel nostro menu?
«I carboidrati sono la fonte energetica più facilmente utilizzabile dal l' organismo e la loro assimilazione non produce scorie metaboliche, a differenza di quanto accade con altre molecole, come ad esempio le proteine. Questo fa sì che assicurino alle cellule rapidi "rifornimenti", ma i carboidrati non sono tutti uguali : ci sono quelli complessi e quelli semplici. I primi, rappresentati essenzialmente da amido, che è presente nei cereali, nelle patate, nei legumi secchi, richiedono un certo lavoro digestivo per poter essere assorbiti sotto forma di glucosio; i secondi, definiti semplici, sono costituiti da una o due molecole e sono quelli "dolci", insomma gli "zuccheri", e vengono assorbiti rapidamente.

Ma, allora, ci sono carboidrati da preferire?
PASTA FREDDAPASTA FREDDA
«Entrambi i tipi di carboidrati sono importanti per assicurarci energia con modalità differenti, ma la proporzione tra gli uni e gli altri deve essere quella indicata dalle linee guida: almeno tre quarti complessi e non più di un quarto semplici. I cereali poi - come d' altronde la frutta, la verdura , i legumi - specie se integrali hanno il pregio di rifornirci di fibre, che sono fondamentali per regolare molte delle nostre funzioni, nonché di elementi minerali, di vitamine e di altre sostanze bioattive»

Ci dia una parola definitiva: la pasta fa o non fa ingrassare?
pastaPASTA
«Il fatto è che oggi la mangiano spesso ipercondita. E qui bisogna aprire una parentesi sui grassi. Nelle Linee guida si ricorda che debbono rappresentare il 20-25 per cento delle calorie complessive, il guaio è che noi tendiamo spesso ad assumermene di più. Insomma, non è tanto la pasta, a pranzo o a cena , che ci fa ingrassare, ma il fatto che la mangiamo con sughi ricchi, in un contesto di abbondanza e sedentarietà, e raramente come piatto unico, seguita da una semplice insalata e un frutto. Come dire: è la somma degli addendi che sposta l' ago della bilancia».

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