martedì 16 dicembre 2025

Cioccolata calda in tazza, come prepararla alla perfezione a casa (senza usare preparati pronti)

Cioccolata calda in tazza, come prepararla alla perfezione a casa (senza usare preparati pronti) di Dario Bressanini Il risultato dei preparati pronti è spesso deludente: la bevanda è alcune volte troppo collosa, altre troppo dolce. Quella ideale, invece, dovrebbe essere vellutata e avere un sapore complesso. Per ottenerla, il segreto è l’uso combinato di fondente e cacao amaro La cioccolata in tazza è uno di quei piaceri che fanno subito inverno. Eppure, il risultato dei preparati già pronti è molto spesso deludente: a volte è troppo dolce, altre volte viscosa in modo innaturale, quasi collosa, a causa dei troppi amidi aggiunti. La cioccolata perfetta dovrebbe essere vellutata, ricca e avere un sapore di cacao complesso e profondo. Il mio segreto per ottenere un’ottima cioccolata fatta in casa è l’utilizzo combinato di due diverse forme di cioccolato. Sfruttando la diversa natura chimica del cacao in polvere e del cioccolato in tavoletta, possiamo creare una bevanda con un sapore e una corposità che nessun preparato in busta può eguagliare. Ingredienti Quantità per 2-3 tazze: 500 ml di latte intero, 60 g d’acqua, 100 g di cioccolato fondente (minimo 70 per cento), 30 g di cacao amaro in polvere, 50 g di zucchero semolato (o quanto piace), 8 g di fecola di patate.  Procedimento 1. La preparazione. Sminuzzate finemente la tavoletta di cioccolato con un coltello. In una ciotola, mescolate quindi il cacao in polvere con il cioccolato sminuzzato. Se volete, potete aggiungere alla polvere di cacao anche 8 grammi di fecola di patate, per aumentarne la viscosità.  2. I liquidi. All’interno di un pentolino antiaderente unite il latte, l’acqua e lo zucchero. Portate il tutto a ebollizione a fuoco medio, mescolando per far sciogliere lo zucchero.  3. L’emulsione. Appena i liquidi arrivano a ebollizione, spegnete il fuoco. Versate quindi la miscela di cioccolato e cacao tutta in una volta nel pentolino. Iniziate subito a mescolare vigorosamente utilizzando una frusta. Il cioccolato si scioglierà nel liquido caldo e il cacao si disperderà. 4. La cottura finale. Riportate il pentolino sul fuoco e, continuando a mescolare, fate riprendere l’ebollizione. Lasciate sobbollire per circa un minuto fino a quando la bevanda non sarà perfettamente omogenea. 5. Il servizio. Per una consistenza ancora più vellutata e per eliminare ogni minimo grumo, potete dare un colpo veloce con un frullatore a immersione prima di servire, specialmente se avete aggiunto la fecola. Versate in tazza e servite calda.  Perché funziona, secondo la scienza Il segreto di questa ricetta è la «doppia natura» del cacao. Stiamo usando due ingredienti che, sebbene provengano dalla stessa pianta, hanno subito trattamenti diversi che conferiscono proprietà uniche: Il cacao in polvere. È il risultato dell’invenzione di Casparus Van Houten del 1828, che tramite una pressa idraulica estrae la maggior parte del grasso (il burro di cacao). Quello che rimane è una polvere ricca di sapore e facile da disperdere nei liquidi con circa il 21% di grassi. Subisce di solito anche un «processo olandese» (chimicamente una alcalinizzazione, inventato dal figlio di Casparus, Coenraad) che ne smorza l’acidità e ne migliora ulteriormente la solubilità. Il cacao in polvere dona la base aromatica intensa e il colore scuro alla bevanda.  Il cioccolato in tavoletta. Questo ingrediente, al contrario, contiene tutto il suo burro di cacao (circa il 55% del cacao originale). Inoltre, ha subito processi di lavorazione, come il concaggio, che hanno sviluppato aromi secondari, più complessi e volatili, non presenti nel semplice cacao in polvere.  Unendo i due, otteniamo il meglio di entrambi i mondi: il sapore profondo del cacao in polvere e la ricchezza vellutata data dal burro di cacao della tavoletta, che grazie agli emulsionanti presenti nel latte dona corpo e una sensazione avvolgente al palato.  Breve storia della cioccolata in tazza Per oltre mille anni, il «cibo degli dei» (l’albero sudamericano Theobroma cacao) non fu una tavoletta solida ma una bevanda. Gli antichi Aztechi e Maya la consumavano in versione amara e astringente, spesso assieme a peperoncino e vaniglia. Dopo la conquista del Messico nel sedicesimo secolo, Hernán Cortés portò la bevanda in Spagna. Qui, per la prima volta, la cioccolata venne addolcita con lo zucchero. Nel 1727, l’inglese Peter Sanders ebbe l’idea geniale di sostituire l’acqua con il latte, rendendo la bevanda molto più popolare in tutta Europa. Ma il problema principale continuava a rimanere il grasso: il burro di cacao fondeva e affiorava in superficie. La soluzione arrivò finalmente nel 1828, quando l’olandese Casparus van Houten brevettò una pressa idraulica per separare il grasso dalla polvere di cacao, inventando così di fatto il cacao in polvere moderno.  Cosa fare se... •...voglio una cioccolata più densa? La consistenza di questa ricetta è naturalmente vellutata, non gelatinosa. Se però la preferite più viscosa aggiungete 6-8 grammi di fecola di patate al cacao e al cioccolato prima di aggiungerli al latte. Attenzione a non esagerare. Se non avete la fecola potete usare la maizena (l’amido di mais), ma in questo modo risulterà più gelificata.  •...restano dei grumi? È probabile che il cacao non si sia disperso bene. Un colpo di frullatore a immersione a fine cottura, come indicato nella ricetta, risolverà istantaneamente il problema, creando un’emulsione perfetta. •...posso usare gli avanzi di cioccolato dei dolci natalizi? Sì. Questa ricetta è perfetta per smaltire il cioccolato avanzato, a patto che sia fondente. Se usate quello al latte, più dolce e meno intenso, dovrete ridurre (o eliminare) lo zucchero e aumentare la dose di cacao amaro.

sabato 13 dicembre 2025

Colesterolo alto: ecco gli alimenti che lo mandano al tappeto

Dieta e alimentazione Colesterolo alto: ecco gli alimenti che lo mandano al tappeto L'alimentazione come soluzione per abbassare i valori: i cinque alimenti insospettabili che non devono mancare Monica Cresci 13 dicembre 2025 - 07:00 Colesterolo alto: ecco gli alimenti che lo mandano al tappeto Parte lipidica presente nel nostro sangue, il colesterolo è parte attiva nella costruzione della struttura cellulare oltre che per il benessere dell'organismo stesso. Viene prodotto in grande misura dal fegato e, in parte, introdotto attraverso una dieta adeguata. Ma cedere alle lusinghe della tavola e a pietanze ricche di grassi può aumentarne i valori, favorendo così un accumulo di grasso all'interno dei vasi sanguini. Oltre alla possibilità di sviluppare problematiche cardiache. Per questo motivo è importante monitorarne i valori abbracciando uno stile di vita più sano, a partire dall'alimentazione. Di seguito i 5 alimenti utili per abbassare il colesterolo. Colesterolo, di cosa si tratta Il colesterolo è parte integrante della famiglia dei lipidi presenti nel flusso sanguigno, prodotto in buona parte dal fegato (produzione endogena) mentre in quantità inferiori viene introdotto attraverso una valida alimentazione (assunzione esogena). Una presenza che, in condizioni regolari di equilibrio, svolge una funzione utile per la costruzione della membrana cellulare, nella sintesi della vitamina D e per la digestione dei grassi attraverso il supporto della bile. Infine è importante nella produzione degli ormoni. Il colesterolo viene trasportato nel sangue attraverso strutture molecolari note come lipoproteine. Queste ultime si dividono in lipoproteine a bassa densità o LDL (Low Density Lipoprotein) e lipoproteine ad alta densità o HDL (High Density Lipoprotein). Perchè il colesterolo diventa pericoloso Il colesterolo LDL è noto anche come colesterolo "cattivo" perché trasferisce l'esubero di colesterolo dal fegato alle arterie dove si accumula favorendo l'aterosclerosi. Il colesterolo HDL è invece noto come "buono" perché svolge il compito di rimozione dell'eccedenza dal sangue e l'espulsione attraverso i sali biliari. Il valore del colesterolo si ottiene sommando i valori LDL con quelli HDL. Il colesterolo può diventare un problema quando i valori LDL risultano troppo alti e, come accennato, l'eccesso si deposita sulle pareti arteriose creando ostruzione e favorendo problematiche cardiovascolari. Le cause del colesterolo alto, oltre allo stile di vita e a un'alimentazione ricca di grassi e cibi dannosi, sono date dal sovrappeso e dall'obesità, dal fumo, da una vita troppo sedentaria, ma anche da alcune malattie metaboliche come il diabete e una familiarità genetica con la problematica. Colesterolo e alimentazione: 5 cibi che abbassano i valori Orzo Una dieta povera di zuccheri raffinati, di grassi saturi e trans è l'ideale per tenere sotto controllo i livelli di colesterolo. Supportata da uno stile di vita più sano, comprensivo di un'attività sportiva anche se blanda e senza cattive abitudini. Un'alimentazione equilibrata è da privilegiare, in particolare l'assunzione di fibre, frutta e verdura, grassi sani e proteine magre. L'ideale per prevenire i processi ossidativi, riducendo anche l'assimilazione del colesterolo a livello intestinale. Per favorire questa condizione è necessario introdurre nella dieta 5 alimenti utili a ridurre i valori di colesterolo. Cereali integrali Avena Avena e orzo ricchi di fibre solubili, perfette per ridurre l'assorbimento di grassi e colesterolo nel tratto intestinale. Le fibre formano una sorta di sostanza gelatinosa che rallenta l'assorbimento del colesterolo e promuove l'eliminazione degli acidi biliari attraverso il transito consueto. Questo obbliga il fegato a prelevare più colesterolo dal sangue per produrre nuove acidi biliari, favorendo così una fase di pulizia utile ad abbassare i valori troppo alti. Legumi e frutta secca Legumi Ceci, lenticchie, piselli, fagioli ma anche noci, nocciole, mandorle, arachidi, pistacchi e semi sono una ricarica di omega 3 e omega 6, nutrienti essenziali utili contro il colesterolo alto. I legumi possono sostituire le proteine classiche, migliorano il profilo lipidico e contengono fibre solubili e fitosteroli, che riducono l'assorbimento del colesterolo LDL nell'intestino. La frutta secca contiene grassi buoni, fibre e steroli vegetali, ma va consumata con moderazione. Uno studio pubblicato su Circulation, condotto per due anni su persone over 60, ha mostrato che aggiungere una dose giornaliera di noci ha permesso una riduzione media di 4,3 mg/dL di colesterolo LDL. Pesce azzurro Pesce azzurro Sardine, sgombro, tonno, palamita, aringa, merluzzo, salmone, alici e anche alga wakame sono ricchi di omega 3, utili per migliorare il metabolismo dei grassi trasportati attraverso il sangue, fluidificandolo e proteggendo il cuore. In questo modo i livelli di colesterolo LDL si abbassano. Olio di oliva Olive Olio extravergine di oliva (EVO) contiene grassi monoinsaturi come l'acido oleico, che riduce il colesterolo LDL e aumenta quello HDL a protezione del benessere delle arterie. Inoltre contiene polifenoli che svolgono un'azione antiossidante contro i radicali liberi, riducendo l'infiammazione. La conferma arriva anche da uno studio pubblicato su Nutrients, basato sugli effetti dei composti fenolici sui lipidi del sangue e sui livelli di colesterolo. Nei pazienti che hanno consumato in modo adeguato olio EVO è stata evidenziata una riduzione del colesterolo totale, con una media di circa 17 mg/dL in meno, ma anche un aumento dei livelli di HDL in favore di una maggiore protezione cardiovascolare. Mele e agrumi Mele Contengono fibre solubili, come la pectina, oltre a polifenoli e flavonoidi, rallentano l'assorbimento del colesterolo da parte dell'intestino agevolandone una rapida eliminazione. Inoltre svolgono una valida azione antiossidante per la salute dei vasi sanguigni e riducendo l'ossidazione del colesterolo. Mele, da consumare con la buccia preventivamente lavata, e agrumi vanno consumati prima dei pasti così da consentire alla pectina di agire per tempo contro i grassi.