martedì 7 novembre 2017

Torta di mele perfetta: i consigli degli esperti

Good Housekeeping rivela i trucchi da adottare in ogni fase della preparazione per ottenere una torta di mele impeccabile
Eleonora Autilio su lastampa.it

Fare i dolci è divertente e rilassante. Ma può diventare davvero stressante se non si riescono ad ottenere i risultati desiderati. Quante volte capita che il dolce non lieviti alla perfezione, o che le crostate non si cuociano. E quante volte il sapore o la consistenza della propria torta sono completamente differenti da quelli della pasticceria. Nonostante la ricetta sia stata seguita con attenzione. Per poter preparare un dolce che davvero soddisfi gli occhi ed il palato, talvolta bisogna ricorrere a qualche piccolo trucco che solo gli esperti conoscono. Good Housekeeping ne ha rivelati alcuni per preparare una torta di mele da leccarsi i baffi. Provare per credere.

Le basi per una torta di mele impeccabile? Le mele, naturalmente

Per preparare una torta di mele che mandi in visibilio le papille gustative non si può prescindere dalla qualità delle mele utilizzate. Anche se istintivamente il palato suggerirebbe di scegliere quelle più dolci, bisogna fare attenzione. La loro consistenza, infatti, le porta a sfaldarsi molto con la cottura. Meglio utilizzare quelle leggermente più acidule, più compatte e sode. O metterne un po’ e un po’, per ottenere un gusto bilanciato. A questo punto si può pensare alla cottura della frutta.

A volte quando si prepara questo dolce capita che le mele, durante la cottura, liberino molto liquido. Per ovviare a questo problema, che danneggiando l’impasto comprometterebbe la riuscita del dolce, esistono un paio di utili espedienti. Si può aggiungere un addensante come l’amido di mais, ad esempio. Facendo attenzione che la padella non sia sul fuoco e che il contenuto non stia bollendo. Oppure si può aggiungere della frutta secca a quella cruda che assorbirà parte del liquido sprigionato. E per dare sapore, via libera alla fantasia con l’aggiunta di spezie e aromi.

Come preparare un impasto perfetto

Una volta sicuri che le mele siano perfette, ci si può dedicare all’impasto prestando la stessa cura ed attenzione. Good Housekeeping rivela la ricetta per realizzare una pasta davvero deliziosa. Basta unire 175 grammi di burro, che deve essere freddo e tagliato a cubetti, 300 grammi di farina e un cucchiaio di zucchero semolato. Una volta amalgamati gli ingredienti, si dovrano aggiungere 3-4 cucchiai di acqua ghiacciata e mescolare il tutto. Per fare più in fretta si potrà utilizzare un mixer. Un volta pronto, si dovrà modellare delicatamente l’impasto a forma di disco, avvolgerlo nella pellicola e farlo raffreddare in frigo per 30 minuti.

I trucchi per comporre la torta di mele

Realizzare un disco di pasta perfetto per coprire la propria torta può rivelarsi più difficile di quanto si immagini. Spesso si rompe compromettendo l’estetica del dolce. Niente paura. Esistono alcuni piccoli espedienti per rendere la propria torta davvero graziosa. In fondo anche l’occhio vuole la sua parte. Si può stendere, ad esempio, l’impasto tra due fogli di carta forno che si riveleranno utili per posizionare la copertura in cima alla torta. Per chiudere i bordi ci si può aiutare con le dita oppure con i rebbi di una forchetta. Se anche così il disco dovesse rompersi in più pezzi si potranno realizzare delle piccole decorazioni con l’impasto da utilizzare per coprire le zone danneggiate.

Come cuocere un’ottima torta di mele

Una volta seguiti tutti i passaggi, si saranno poste le basi ottimali per ottenere una torta deliziosa. A questo punto, per non vanificare gli sforzi fatti, occorre prestare la massima attenzione anche all’ultima fase della preparazione del dolce. Vale a dire la cottura. Per ottenere una pasta croccante ed una cottura uniforme, si dovrebbe, ad esempio, praticare un piccolo foro sulla copertura per far fuoriuscire il vapore.  E bisognerebbe attendere che le mele si siano freddate del tutto prima di infornare.

Per ottenere, inoltre, una torta che sia anche bella a vedersi, bisogna spennellare la superficie nella maniera giusta. Utilizzando, infatti, l’uovo intero oppure il solo tuorlo o il solo albume si ottengono risultati differenti. L’uovo intero sbattuto donerà un colore uniforme e dorato ed una finitura lucida. Il solo tuorlo conferirà, invece, un colore bruno ed un effetto super lucido. L’albume sbattuto con lo zucchero, la cosiddetta glassa elisabettiana, renderà la superficie più opaca. Per ottenere una cottura perfetta del fondo della torta, infine, si può far scaldare un foglio di carta forno alla massima temperatura. Si può, quindi, adagiare la torta sul vassoio caldo, e portare, poi, la temperatura a quella prevista dalla ricetta.

giovedì 26 ottobre 2017

La pasta rende felici, concilia il sonno e fa pure dimagrire

Giovedì, 26 ottobre 2017 - 11:06:00

La pasta rende felici, concilia il sonno e fa pure dimagrire  

In un piatto di PASTA il piacere del gusto si accorda con la buona salute, seguendo le regole giuste: niente PASTA scotta, attenzione alla qualità, preferire il primo piatto a cena. A stilare la lista dei consigli, nella Giornata mondiale della PASTA, 'Sanità In Formazione' insieme a Serena Missori, endocrinologa e nutrizionista, autrice del libro 'La dieta dei biotipi', in collaborazione con Consulcesi Club.

Ecco le 5 indicazioni per un primo piatto salutare:
1) Attenzione alla qualità: è opportuno prediligere la PASTA di grano duro, meglio se trafilata al bronzo e anche integrale. Meglio comunque scegliere gli spaghetti che hanno l'indice glicemico inferiore e quindi sono adatti anche ai diabetici e a chi deve perdere peso.

2) La PASTA deve essere assolutamente al dente, perché dà più sazietà e ha un indice glicemico più basso. Attenzione quindi a non cuocerla eccessivamente. Qualora succedesse raffreddarla sotto un getto d'acqua corrente.

3) Sì a una bella spaghettata saltata in padella con olio extravergine d'oliva e spezie, ma ogni tanto concediamoci anche una carbonara con uova, pancetta (preferibilmente senza nitriti) per aggiungere un boost di proteine. Fra l'altro questa associazione stimola la tiroide: ricordiamoci di associarla a della verdura amara, come ad esempio la rughetta per ridurre la ritenzione idrica che un piatto di PASTA abbondante potrebbe causare.

E ancora:
4) La PASTA può essere consumata anche di sera, soprattutto se siamo stressati, se soffriamo d'insonnia, se siamo in menopausa e abbiamo le vampate o se soffriamo di sindrome premestruale. Questo perché la PASTA favorisce la sintesi di serotonina e di melatonina, facendo assorbire maggiormente il triptofano e quindi ci fa rilassare e favorisce il sonno. Se ci rilassiamo si riducono gli ormoni dello stress, fra cui il cortisolo, che favoriscono l'aumento di peso. Il biotipo nervoso cerebrale può concedersi una bella spaghettata a ogni pasto, il biotipo linfatico che deve perdere peso è meglio che non la mangi proprio tutte le sere, il biotipo bilioso e sanguigno, con moderazione e associando la PASTA al consumo di verdure, può mangiarla sempre.

5) Infine, per chi è celiaco o sensibile al glutine, o ha la permeabilità intestinale o soffre di colite o di malattie infiammatorie intestinali, via libera alla PASTA di riso integrale, di quinoa e di grano saraceno, sempre con l'accortezza di consumarla al dente associata a delle verdure amare, prima o dopo il pasto.

Il piccante orgoglio di Calabria: tutto quello che dovete sapere sulla 'nduja

Il piccante orgoglio di Calabria: tutto quello che dovete sapere sulla 'nduja
'Nduja di Spilinga 
Da prodotto di nicchia, reperibile solo nel luogo d'origine, a tipicità famosa in tutto il mondo. Ecco come si produce e dove provarla. 

giovedì 19 ottobre 2017

PAPPARDELLE ALLA BURINA

Ho preso spunto da varie ricette presentate su Internet e ne ho elaborata una del tutto mia e ora vado a presentarla:

Ingredienti:

  1. Pappardelle (o Tagliatelle, o Tagliolini) all'uovo se preferite
  2. Ricotta, di mucca o di pecora
  3. Funghi porcini o misti (vanno benissimo quelli surgelati)
  4. Guanciale
  5. Formaggio (pecorino o parmigiano secondo i gusti)
  6. Panna da cucina
  7. Pomodorini 
  8. Cipolla bianca
  9. Vino Bianco
  10. Olio evo
  11. Sale
  12. Pepe
Le quantità dipendono, ovviamente dal numero dei commensali.
Preparazione:
  1. In una ciotola capiente amalgamate la ricotta e la panna aggiungendo un po' di formaggio e di pepe.
  2. In una padella grande mettete pochissimo olio evo, cipolla e guanciale
  3. Dopo un po' aggiungete del vino bianco e lasciate sfumare
  4. A questo punto aggiungete i funghi ancora congelati e poco sale.  Dopo 10' aggiungete i pomodorini, non tanti, e tagliati almeno in due. Lasciate cuocere ancora per 3'/5' aggiungendo un po' di acqua di cottura e versate le fettuccine che finiranno di cuocere in padella.
  5.  Quando le pappardelle saranno cotte, a vostro gusto, spegnete il fuoco e versate nella padella la crema ottenuta con la ricotta e la panna. Secondo il vostro gusto aggiungete il formaggio e il pepe.


domenica 8 ottobre 2017

La carne rossa fa male o no? La risposta definitiva: cosa dice l'associazione contro i tumori


7 Ottobre 2017

La carne rossa fa male o no? La risposta definitiva: cosa dice l'associazione contro i tumori
È il dilemma che divide i vegani (o vegetariani) dai carnivori. La domanda delle domande: la carne rossa fa male? Quanta se ne può mangiare al massimo?

Ci sono teorie diverse, la stessa Organizzazione Mondiale della sanità non è chiarissima. Allora il Mattino ha chiesto direttamente all’Airc, l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro.  La risposta è che dipende dalla quantità. Di sicuro è nocivo  “un consumo eccessivo di carni rosse, soprattutto di carni rosse lavorate (salumi, insaccati e carne in scatola), che aumenta il rischio di sviluppare alcuni tumori”. Il rischio dipende dalla "quantità e frequenza dei consumi". Un consumo modesto di carne rossa (una o due volte a settimana al massimo) è accettabile anche per l'apporto di nutrienti preziosi (soprattutto vitamina B12 e ferro) mentre "le carni rosse lavorate andrebbero consumate solo saltuariamente”.

Secondo Airc "le proteine animali sono costituite dalle stesse molecole chimiche di quelle vegetali, gli amminoacidi. A far male, nel caso di consumo eccessivo, è il modo in cui interagiscono con l’organismo: ad esempio la conservazione, nel caso delle carni lavorate, o le modalità di cottura, che modificano le molecole presenti rendendole potenzialmente dannose per la salute".

Le alte temperature "sterilizzano" la carne diminuendo il pericolo di contaminazioni da microorganismi e causano cambiamenti nella struttura chimica delle proteine aumentandone la digeribilità e il potenziale nutritivo. “Tuttavia nel processo si formano anche sostanze, come le ammine eterocicliche, potenzialmente tossiche e cancerogene".

Inoltre, i cibi di origine animale, oltre alle proteine, contengono anche altre sostanze, tra cui grassi saturi e il ferro del gruppo eme: in dosi eccessive queste sostanze stimolano l’aumento del colesterolo, i livelli di insulina nel sangue e l’infiammazione del tratto intestinale, aumentando il rischio di patologie come i tumori, in particolare quelli del colon-retto.

Gli epidemiologi sono concordi sul fatto che le persone che seguono diete ricche di proteine animali, soprattutto carni rosse e lavorate, corrono un rischio maggiore di sviluppare patologie come diabete, infarto, problemi cardiovascolari, obesità e cancro. “Tra i tumori - si legge ancora sul sito dell’Airc - il rischio aumenta soprattutto per quelli dell'apparato gastro-intestinale, come il cancro al colon-retto e allo stomaco, ma anche per alcuni tumori "ormone-dipendenti" come quello al seno, alla prostata e all'endometrio".

Insomma, quanta se ne può mangiare? Il World Cancer Research Fund raccomanda di consumare non più di 300 grammi a settimana.