giovedì 21 novembre 2019

Pressione alta, 10 cibi per contrastarla con la dieta

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Pressione alta, il fattore di rischio da non sottovalutare
ROMA – Quando si ha la pressione alta è molto importante adottare una alimentazione mirata a ridurla. Oltre ad affidarci a eventuali farmaci prescritti dal nostro medico, infatti, la prima mossa per favorire il benessere del nostro apparato cardiovascolare è quella di adottare una dieta equilibrata. La pressione alta è un fattore di rischio da non sottovalutare, che può portare a conseguenze di salute anche gravi e quando ci si accorge di soffrine è importante agire per riportare i valori alla normalità.
Per quanto riguarda la dieta da seguire, in caso di ipertensione le linee guida raccomandano di ridurre il consumo di alimenti ricchi di sodio e preferire quelli che contengono potassio. Vediamo allora 10 cibi altamente diuretici e utili a ridurre la pressione sanguigna.
Sedano, contenuto d’acqua: 95,43%. Questa verdura verde chiaro è povera di calorie, proteine ​​e carboidrati ma è ricca di fibre. Fornisce anche vitamine A e K , nonché acido folico e potassio. Il sedano rappresenta un’ottima scelta come snack di metà mattina o metà pomeriggio. Gli esperti consigliano di aggiungere sulla punta del sedano qualche goccia di olio, per rendere lo spuntino più gustoso e arricchirlo di nutrienti. Mi raccomando però, solo qualche goccia in quanto l’olio, anche se sano, è pur sempre un grasso, nemico della nostra forma fisica e della pancia piatta.
Cipolle: Alimenti ricchi di fibre di qualità, le cipolle regolarizzano l’intestino e forniscono vitamine e sali minerali. Sono anche ricche di inulina, una fibra solubile nell’acqua che promuove il benessere dell’intestino. Altamente diuretiche, le cipolle abbassano la pressione del sangue.
Latte scremato, contenuto d’acqua: 90,84%. Non tutti lo sanno ma il latte scremato è ricchissimo di acqua, oltre ad essere una bevanda molto salutare. È una buona fonte di calcio , vitamina D e proteine.
Carciofi: depurativi e drenanti, i carciofi sono un toccasana per la nostra salute. Depurano il sangue e disintossicano i fegato, inoltre contengono moltissime fibre. Fra le foglie di questo ortaggio si trova anche l’inulina, una fibra solubile che aiuta ad abbassare il colesterolo.
Spinaci, contenuto d’acqua: 91,4%. Gli spinaci sono ricchi di nutrienti e fibre a fronte di pochissime calorie. Sono una buone fonte di magnesio, calcio, ferro, potassio, vitamina A, vitamina K e acido folico. Gli spinaci sono molto versatili: possono essere gustati come contorno semplice ma anche crudi aggiungi in insalate o frullati, per un concentrato o uno smoothie fresco e super nutriente.
Cetrioli: contenuto d’acqua: 96,73%. I cetrioli sono tra gli alimenti con maggiore quantità d’acqua, oltre ad essere fonte di potassio, fosforo, magnesio e una piccola quantità di calcio. Sebbene non vantino un alto contenuto di vitamine e minerali rispetto ad altri frutti e verdure, contengono nutrienti speciali chiamati cucurbitacine che, secondo alcuni studi, potrebbero avere un effetto antidiabetico. L’acqua detox al cetriolo è anche molto popolare tra chi non ama il gusto dell’acqua semplice.
Asparagi: sono tra gli ortaggi depurativi per eccellenza. Gli asparagi aiutano ad eliminare il ristagno di liquidi e hanno un effetto diuretico e detox. Non solo: contrastano l’azione dei radicali liberi e sono consigliati soprattutto per chi vuole depurare l’organismo, espellendo le tossine in eccesso.
Ananas, contenuto d’acqua: 86%. Questo frutto tropicale è ricco di nutrienti, tra cui la vitamina C. Contiene anche magnesio, potassio, manganese e vitamine del gruppo B. E’ anche ricco di bromelina, un enzima con effetti antinfiammatori.
Mele: contenuto d’acqua: 85,56%. Ricchissime di fibre, le mele sono perfette per tenere sotto controllo colesterolo e glicemia. Rinforzano le difese immunitarie e sono ricche di vitamine, oltre al fatto che sono povere di calorie e hanno un eccellente potere saziante. Non solo: grazie al potassio questo frutto permette di tenere sotto controllo la pressione e regolare la diuresi, combattendo la ritenzione di liquidi.
Lattuga iceberg, contenuto d’acqua: 95,64%. Sebbene questa varietà di lattuga, verde chiaro e croccante, non sia nutriente tanto quanto altre verdure a foglia verde, offre comunque benefici per la salute, oltre ad essere tra gli alimenti più ricchi di acqua. È a basso contenuto di carboidrati e zuccheri e contiene fibre, vitamine A e K , potassio e zinco.

martedì 19 novembre 2019

Pasta alla Genovese; ricetta tradizionale Napoletana

Cuocere la Pasta in Acqua Fredda: il trucco di un cuoco

 Cuocere la pasta in acqua fredda: il trucco del mestiere
Abbiamo sempre cucinato la pasta in modo sbagliato, ecco perché sarebbe meglio cuocerla in acqua fredda


Sulla pasta e i suoi metodi di cottura l’Italia avrebbe da insegnare tanto al resto del mondo, eppure da qualche anno a questa parte in America si sta tentando una piccola grande rivoluzione sul classico modo di cucinarla (attenzione a questo comunissimo errore quando si butta la pasta): avete mai provato a mettere la pasta nell’acqua fredda?

Tra i primi a teorizzare questa innovativa pratica, che a molti di noi – immaginiamo – può provocare un certo fastidio, è stato Alton Brown, un conduttore di cooking show di successo come Good Eats o Food Network: il 57enne californiano sostiene da tempo infatti che far cuocere la pasta in acqua fredda la renda di una consistenza più gradevole e ravvisa un certo risparmio in termini di tempo e di acqua.

Vi spieghiamo come funziona e vi invitiamo a sperimentare questo nuovo metodo per capire se davvero la patria della pasta abbia sbagliato qualcosa fino ad ora. Secondo Brown, supportato da quanto sostiene sin dal 2009 lo scienziato Harold McGee, non c’è bisogno di tanta acqua per cucinare la pasta che inizia a cuocere a partire dai 60°C.

Basta quindi mettere la pasta – lunga o corta non importa – in una pentola, ricoprirla con dell’acqua fredda, salarla, e poi attendere che arrivi ad ebollizione prima di togliere il coperchio, portare il fuoco a media intensità e continuare la cottura, mescolando di tanto in tanto fino a che l’acqua non viene assorbita del tutto o leggermente prima per mantenerla più al dente (ecco perché fa più bene mangiarla così).

Così facendo, Alton Brown assicura una consistenza migliore della pasta, perché trattiene tutto il suo amido, e uno spreco minore di acqua poiché non si necessita di buttare via quella in eccesso quando la si scola.

Carciofi alla Giudia, come lo fanno al Ghetto di Roma

 Chi al ghetto ebraico di Roma non ha mai mangiato la quintessenza della cucina giudaico-romana, è meglio che rimedi in fretta. Magari preparando i carciofi alla giudia fatti in casa, così perfetti come se li stesse facendo scrocchiare tra i denti in una delle innumerevoli trattorie del ghetto. I carciofi alla giudia sono un assaggio di equilibrio e perfezione, esaltati dalla doppia frittura del re della cucina che si manifesta in tutta la sua bontà. Sono un po’ complicati e richiedono una discreta manualità (nella selezione e pulizia dei carciofi, innanzitutto), ma con pochi passaggi e trucchi per i carciofi alla giudia perfetti si riuscirà finalmente a superare l’ostacolo.

Carciofi alla giudia segreto: la cottura

Che la frittura perfetta sia in due passaggi lo ribadiremo sempre, e continuiamo a farlo anche stavolta: ci vorrà una casseruola capiente e profonda, nella quale avrete liberato almeno un litro e mezzo di olio di semi, i migliori sono sempre quelli di arachide e girasole. Scaldatelo lentamente fino ad una temperatura di 150°, nel frattempo occupatevi del principe della vostra ricetta.

Carciofi alla giudia segreto: quali carciofi?

Non fatevi ingannare: i carciofi alla giudia si preparano soltanto con i carciofi cimaroli IGP del Lazio detti mammole a Roma, rotondi e carnosi, in grado di aprirsi come una rosa perfetta. Se trovate solo le altre tipologie di carciofi, meglio optare per altre ricette: c’è poco da discutere, i carciofi alla giudia si fanno solo in presenza dei vegetali giusti. Assicuratevi che siano belli sodi e compatti, non devono cedere al tatto e le foglie dovranno essere tutte ben serrate, segno di freschezza massima.

Carciofi alla giudia segreto: come pulire i carciofi

Coscienziosamente, punto. Pulire i carciofi è impegnativo ma regala grandi soddisfazioni mangerecce. Infilatevi un paio di guanti e sfogliate i carciofi eliminando almeno i primi due giri di foglie, tendenzialmente più coriacee. Accorciate il gambo lasciandolo attaccato, il consiglio è una lunghezza di 4-5 centimetri massimo, pulendolo delle parti fibrose. A questo punto dovrete lavorare il fiore del carciofo premendolo sul piano di lavoro, in modo che si assuma la forma di una rosa coi petali aperti: controllate che non abbia troppa barbetta interna, in caso mondatela col coltellino. Se ne avete molti da pulire, immergeteli in acqua acidulata con poco succo di limone, ma ricordatevi di asciugarli benissimo prima di cuocerli. Altrimenti alzate di poco la fiamma e preparatevi.

Carciofi alla giudia segreto, la doppia frittura

Come si cucinano i carciofi alla giudia? Con la pazienza. Quando i carciofi saranno puliti e asciugati benissimo, e l’olio sarà a temperatura, ecco che inizia la magia: immergete un carciofo per volta a testa in giù nell’olio caldo, tenendolo per il gambo con le pinze da frittura. Poi lasciatelo allegramente da solo, si rigirerà su se stesso per continuare la cottura finché il cuore non si sarà ammorbidito (potete sentirlo premendo la pinza), ci vorranno almeno 5-7 minuti di frittura: tiratelo fuori, salatelo e fatelo sgocciolare su carta assorbente a testa in giù per qualche minuto, insistendo sull'apertura delle foglie se fossero ancora troppo strette. A questo punto alzate la fiamma, portate l’olio almeno a 180° e reimmergete carciofo per carciofo sempre a testa in giù, facendo molta attenzione: il sale aiuta a rendere croccanti le foglie e vivacizza la frittura ma potrà far schizzare un pochino l’olio. Vedrete compiersi la magia crunchy dei petali di carciofo, finché non saranno perfettamente dorati. Sgocciolateli benissimo e serviteli, senza aggiungere altro sale: i carciofi alla giudia vanno mangiati con le mani, foglia dopo foglia, ungendosi come mai nella vita. E immaginando di guardare di sghembo il portico d'Ottavia mentre le dita scivolano tra i petali.

Ceci e Patate in Insalata

domenica 17 novembre 2019

Polpette di tonno, la ricetta facilissima che salva la cena

di Martina Barbero


Il piatto passepartout

Insieme alla pasta aglio, olio e peperoncino e alle uova sode, le polpette al tonno sono una ricetta salva vita in cucina. Sì, perché anche quando il frigo tradisce con una desolata vuotezza, una scatoletta e due patate in qualche angolo della dispensa di casa le si trovano sempre. La ricetta – pronta in meno di mezz'ora – è semplicissima, bastano 6 passaggi e qualche consiglio, come il trucco (che pochi conoscono) per fare sfere perfette e croccanti.    

Ingredienti

          Ingredienti per 6 persone: 400 g tonno in scatola (al naturale o sott'olio), 4 patate,  2              uova, q.b. pagrattato, 2 cucchiai parmigiano grattugiato, q.b. sale, q.b. prezzemolo,                scorza di 1 limone, q.b. olio d'oliva extravergine. 
          

Le patate

               Cominciate dalle patate: lessatele intere in abbondante acqua salata. Per risparmiare t              tempo cuocetele direttamente con la pelle dopo averle strofinate per bene sottto                       acqua corrente. Una volta cotte lasciatele raffreddare, pelatele e riducetele in purè. È            importante non lasciare grumi perché sarà la base per dare consistenza alle                              polpette, quindi lavoratele per alcuni minuti con una forchetta o, meglio ancora,                      con il passaverdura. 
               

     Il tonno

                        Non lesinate sul tonno: è proprio quest'ingrediente a rendere golosa la             
v                      variante «fish» delle polpette. Abbondate nelle quantità e preferite i filetti in v                       vetro, meglio se conservati in olio d'oliva. Scolatelo quindi bene e unitelo  agl                     agli altri ingredienti.                         

L         L'impasto 

                                    A questo punto mescolate in una ciotola il purè di patate, il
                                    parmigiano grattugiato, il prezzemolo sminuzzato (1 cucchiaio o più                                        secondo il vostro gusto), le uova sbattute e un pizzico di sale.                                                    Amalgamate per bene e in ultimo aggiungete il tonno. Lavorate                                                l'impasto con una forchetta in modo che il tonno non si sminuzzi c                                          completamente ma venga inglobato a pezzetti. Se l'impasto vi sembra t                                   troppo morbido aggiungete del pangrattato. 
                                                                     

                Per polpette croccanti

                                             Lasciate riposare l'impasto in frigo per mezz'ora in modo da                                                     amalgamare i sapore e raggiungere una consistenza più soda.                                                  Una fase cruciale, poi, è sempre quella della formazione delle                                                  palline: il composto sarà umido, quindi, per evitare che vi si                                                      appiccichi alle mani, bagnate il palmo e fate roteare due                                                            cucchiai di impasto fino a formare una sfera. Per avere delle                                                    polpette croccanti impanatele leggermente in pangrattato                                                          mescolato alla scorza grattugiata di un limone (darà ancora più                                                gusto e freschezza).                                                                                                                                                                                                                                                                                        

                     La cottura

                                                       Il dilemma sulla cottura è sempre lo stesso: in umido o                                                             fritte? Le polpette di tonno sono ottime in entrambi i                                                                 modi, ma se prevedete di prepararle per un aperitivo, il                                                             suggerimento è di farle fritte in modo da poterle servire                                                             come finger food. Cuocetele quindi in abbondante olio(                                                             circa 5 mm sul fondo della padella, non si tratta di un                                                              vero e proprio deep fry) fino a che non si formi un                                                                    crosticina dorata su tutta la superficie (circa 5-7 minuti).                                                            Tiratele su e poggiatele su carta assorbente. Servitele                                                                 subito perché vanno mangiate calde e croccanti.