mercoledì 15 maggio 2019

Pasta ncasciata siciliana

La pasta tanto amata dal Commissario Montalbano potrà essere facilmente preparata a casa con le vostre mani. La pasta ncasciata siciliana è una pasta al forno siciliana davvero strepitosa, che si può preparare in tante varianti diverse. Scopriamo insieme come procedere

La classica pasta al forno alla siciliana è sempre un’ottima idea per il pranzo della domenica e non solo. Con una pasta ncasciata siciliana, infatti, conquisterete proprio tutti, dai grandi ai bambini, e potrete proporla in modo sempre diverso, ad esempio aggiungendo delle melanzane fritte o dei broccoli, a seconda dei gusti dei vostri ospiti.

Un primo piatto ormai diventato famosissimo in quanto citato spesso dall’amatissimo commissario Montalbano. Il risultato sarà sempre un dolce straordinario, una pasta siciliana al forno indimenticabile che farà impazzire proprio tutti.

Vediamo, quindi, insieme come procedere passo dopo passo e tanti consigli utili.

Ingredienti
400 g di rigatoni
350 g di carne di suino
200 g di piselli
800 ml di passata di pomodoro
3 uova
q.b di sale
q.b di pepe
q.b di olio extravergine d’oliva
1 spicchio di aglio
1 foglia di alloro
q.b di noce moscata
q.b di basilico
300 g di mozzarella
q.b di parmigiano reggiano
Come preparare la pasta ncasciata siciliana
Per portare a tavola una pasta ncasciata a regola d’arte dovete partire dalla preparazione del ragù. Come prima cosa tritate finemente l’aglio e fatelo soffriggere in una casseruola con dell’olio extravergine d’oliva.

Fatto questo aggiungete la carne macinata, fatela rosolare ed aggiustate di sale pepe e noce moscata. Aggiungete anche una foglia di alloro, che eliminerete più avanti. Aggiungete anche i piselli e fate proseguire la cottura per qualche minuto.

E’ il momento di aggiungere la passata di pomodoro. Se lo gradite aggiungete anche del concentrato di pomodoro. Fate proseguire la cottura a fuoco lento fino a quando avrete raggiunto la giusta consistenza.

Nel frattempo cuocete le uova così da renderle perfettamente sode. Fatto questo potete dedicarvi alla pasta, anche andrà cotta in acqua salata portata ad ebollizione per circa 5-6 minuti. La pasta, infatti, dovrà essere molto indietro di cottura perché terminerà la cottura poi durante il passaggio in forno.

A questo punto tutto è pronto per comporre il piatto. All'interno di una ciotola mescolate insieme la pasta e il ragù e amalgamate bene il tutto. Versate la pasta nella pirofila e condite con le uova sode in pezzi, la mozzarella a cubetti e spolverizzate con formaggio grattugiato. Mescolate delicatamente e terminate con un’altra spolverizzata di formaggio in superficie.

Aggiungete anche le foglie di basilico in pezzi e mettete in forno a 190°C per circa 15-20 minuti o fino a quando la pasta incasciata sarà ben dorata in superficie.

Pasta ncasciata siciliana


Pasta ncasciata con melanzane
Per donare un gusto ancora più intenso a questa pasta al forno alla siciliana potete aggiungere dei cubetti di melanzana precedentemente fritti in olio di semi e adagiati su un foglio di carta assorbente così che perdano l’olio in eccesso.

Aggiungete le melanzane al ragù a fine cottura.

Conservazione della pasta ncasciata

La pasta ncasciata si conserva per al massimo un paio di giorni in frigorifero in un contenitore ermetico. Ripassatela in padella con dell’olio extravergine d’oliva così da renderla nuovamente calda, filante e buonissima.

Fidelity Cucina

venerdì 3 maggio 2019

Dieci consigli per la grigliata perfetta I suggerimenti dello chef stellato per la cottura sinonimo di bella stagione, convivialità e condivisione.

Si fa presto a dire grigliata. Una volta si trattava semplicemente di mettere ad arrostire qualche bistecca e salsiccia su un fuoco di carbonella e poi consumarla in compagnia di parenti e amici in una classica gita fuori porta. Oggi è diventata un vero e proprio trend del tempo libero, che si accompagna a un preciso cerimoniale e che poi si condivide sui social network. Per questo è importante sapere come ottenere la grigliata perfetta, buona e trendy nello stesso tempo, con carni ideali cotte alla perfezione, sul fuoco “giusto” e servita in modo accattivate, pronta per un scatto fotografico da postare. Ecco allora un vademecum stellato in dieci punti, per ottenere una grigliata da “master chef”.

I suggerimenti arrivano dallo chef due stelle Michelin Marco Sacco che, nel suo ristorante Piccolo Lago di Mergozzo (Verbania), ha fatto della griglia una vera e propria esperienza dei sensi. Tutti gli appassionati della griglia possono così approfittare di questi dieci preziosi consigli su come preparare carni e verdure davvero perfetti.

1 – LA GRIGLIA – E’ ovviamente l’indispensabile punto di partenza. Lo strumento deve essere adatto alle diverse esigenze e di dimensione adeguata al numero dei commensali. I modelli più grandi sono adatti a gruppi numerosi e all’uso in giardino, mentre per le gite fuori porta si può puntare su modelli più piccoli e pratici da trasportare. Oltre alla griglia servono pinze tecniche, tagliere con forchettone e coltello, guanti da BBQ resistenti al calore per sistemare la brace senza bruciarsi e il termometro per la carne.

2 MEGLIO IL LEGNO O LA CARBONELLA? - Secondo chef Sacco la scelta deve essere fatta in base alla quantità di tempo che si ha a disposizione. Il legno richiede tempo e pazienza, mentre la classica carbonella da BBQ è più rapida e facile da utilizzare, Marco Sacco suggerisce di usare la legna sottile, le cosiddette fascine,”che si scaldano subito e creano un fuocherello perfetto adatto a caramellare la carne e farla diventare succulenta”.

3 - LA MARINATURA – Il consiglio da chef è puntare su una “tecnica per insaporire e ammorbidire i cibi” di tipo “mediterraneo”, all’insegna della semplicità. Servono pimento (una spezia smile al pepe, ma dal sapore più delicato), chiodi di garofano, ginepro e olio extra vergine di oliva per esaltare il sapore della carne. Per alcune carni particolari, come il capocollo, cioè la parte del maiale compresa tra la testa e il lomb), e meglio creare un intingolo con olio evo, salvia, rosmarino, 2 spicchi di aglio interi, pimento e pepe nero e lasciar marinare il tutto per 24 ore. “Il vero tocco stellato, spiega Sacco, è quello di massaggiare la carne con questo intingolo per 5 minuti e di riporla in frigo (almeno per la notte prima) per poi procedere con la griglia”.

4 LA CARNE – Un classico intramontabile sono gli spiedini di carne accompagnati da verdure. Si possono fare con guanciale, bacon, salsicciotto, carne di spalla, pronti in soli 15 minuti e ricchi di gusto. “Basta chiedere al macellaio di preparare fettine spesse 1 cm e lasciarle marinare per 24 ore, e il risultato sarà impeccabile”. Le braci devono raggiungere i 50° e la cottura dev’essere lenta, non violenta. Questa è una regola che vale anche per le costine di maiale, mentre costate, bistecche, hamburger, salamini, roastbeef richiedono una cottura diretta e viva con il fuoco che arriva a 200°/300°.

5 IL SALE – Va aggiunto rigorosamente al termine della cottura, per evitare che la carne rilasci troppi liquidi, compromettendo la buona riuscita della griglia.

6 - LA VERDURA DI CONTORNO – Per un contorno verde il consiglio stellato è tagliare zucchine, cipollotti, peperoni, melanzane e carote e lasciarle marinare, sempre dalla sera prima, in un intingolo di olio, pepe e succo di limone. Una volta cotti carne, pollami e pesce, quando il calore sarà meno intenso si procederà con le verdure. Una volta cotte, le verdure vanno riposte nella boule con l’intingolo originario per insaporirle, e, solo a questo punto, si aggiunge il sale.

7 MODALITÀ DI COTTURA – La cottura può avvenire sulla griglia o dentro la brace. Questa seconda tecnica è perfetta per cucinare cipolle o patate, per un gusto davvero unico.

8 CREARE IL MOOD – La grigliata è il modo perfetto per generare complicità e allegria, coinvolgendo amici e commensali. A ciascuno deve essere affidato un ruolo e una mansione da svolgere, facendo rivivere il piacere ancestrale di raccogliersi intorno al fuoco per sentirsi più amici e vicini.

9 LA MISE EN PLACE – L’ideale è anche in questo caso la semplicità, ma senza rinunciare a qualche dettaglio. Anche se si usa la classica tovaglia a quadretti e si mangia seduti su un prato, non si devono trascurare stoviglie, tovaglioli e oggetti di decorazione, sempre all’insegna dell’eco-compatibilità, con piatti e bicchieri compostabili e della dimensione giusta, in modo da consentire di muoversi con entrambe le mani occupate. Mangiare con le mani è lecito durante una grigliata, ma chi preferisce può usare posate semplici e comode.

10 CONDIVIDERE – In epoca di social network, la parola d’ordine è share grilling. Marco Sacco spiega anche come realizzare lo scatto perfetto da postare e condividere. “Per trasmettere anche online tutta la bontà di una bistecca bastano poche mosse: un tagliere, la carne appena tolta dalla brace e del sale grosso”. Per un tocco di stile in più si possono includere nello scatto gli attrezzi da lavoro, come forchettone, coltello, guantoni e la griglia stessa. Oppure si può immortalare il momento in cui si taglia la carne, lasciandone intravedere la cottura. Farà venire l’acquolina in bocca.

mercoledì 1 maggio 2019

Spaghetti alla birra

Ingredienti

Pasta 320 g 

Pancetta 125 g 

Cipolla rossa 1 

Olio extravergine d'oliva q.b. 

Birra chiara 1 bicchiere 

Sale q.b. 

Peperoncino q.b.

Preparazione

Affettate finemente la cipolla e unitela in un tegame assieme all'olio d'oliva

Accendete la fiamma e rosolate la cipolla, poi aggiungete la pancetta e cuocete per altri due minuti mescolando

Unite il bicchiere di birra per fare sfumare e nel frattempo andate a cuocere la pasta in acqua bollente

Scolate la pasta al dente e unitela nella padella con il sugo, cuocendo un altro paio di minuti mescolando con un cucchiaio di legno

domenica 28 aprile 2019

Ipertensione, gli alimenti che aiutano a mantenere bassa la pressione

L’ipertensione è tra i fattori di rischio per la mortalità per malattie cardiovascolari e spiega il 40% di decessi per ictus e il 25% per quelli di malattia coronarica. Alcuni alimenti, suggeriti dal professor Massimo Volpe, professore ordinario di cardiologia e direttore della Scuola di Specializzazione in Malattie dell’Apparato Cardiovascolare dell’Università La Sapienza di Roma con Daiichi Sankyo possono essere di grande aiuto per tenere sotto controllo la pressione 

di Cristina Marrone

Cacao
Il cioccolato amaro (all’incirca 10 grammi al giorno) contenente alte percentuali di cacao, aiuta a ridurre la pressione.

Mirtillo
Grazie all‘aumento della produzione di ossido nitrico, un vasodilatatore, il mirtillo aiuta anche a ridurre la pressione

Aglio
Sostanze derivate dalla metabolizzazione dell’aglio contribuiscono alla corretta regolazione dell’ossido nitrico endoteliale, sostanza con potere vasodilatatore.

Peperoncino
È un vasodilatatore e conseguentemente può abbassare la pressione arteriosa.

Pomodoro
E' ricco di potassio e contribuisce a tenere bassa la pressione

Barbabietola rossa
E' ricca di nitrati inorganici in grado di aumentare l’ossido nitrico nel sangue e abbassare la pressione, soprattutto nei pazienti già ipertesi già con l’assunzione di una singola porzione al giorno. Altri alimenti che aumentano i livelli dell’ossido nitrico nel sangue sono lattuga, bietola, rucola e spinaci.



































sabato 27 aprile 2019

Zucchero, il cibo killer peggio del colesterolo: come ti ammazza 27 Aprile 2019

LO STUDIO

Colesterolo

Altro che colesterolo e trigliceridi. Sono i carboidrati, e non i grassi, i principali killer del nostro cuore. Quanto indicato fino a ieri da tutte le linee guida internazionali e da centinaia di studi e documenti scientifici sulla prevenzione della salute cardiaca, è stato messo in discussione al Congresso Europeo di Cardiologia tenutosi il mese scorso a Barcellona, in Spagna, dove è stato presentato un mega lavoro epidemiologico chiamato PURE (Prospective Urban Rural Epidemiology), una ricerca condotta dall' Università di Hamilton in Ontario e pubblicata in questi giorni sul prestigioso Lancet, i cui dati dimostrano che la riduzione dei grassi non migliora affatto la salute del cuore, la quale invece trarrebbe vantaggio dalla riduzione dei glucidi, in sostanza degli zuccheri che andrebbero consumati sotto il 60% dell' energia totale.

I risultati delle analisi eseguite su oltre 135mila persone provenienti da 18 paesi, ha certificato che è l' elevata assunzione di carboidrati a determinare un maggior rischio di mortalità cardiovascolare, e che è sufficiente anche solo una bevanda zuccherata al giorno per incrementare il rischio di morire di malattie che coinvolgano arterie e cuore, mentre, a sorpresa, l' assunzione di grassi è associata a rischi molto minori.

Secondo gli studiosi, chi assume un quarto del totale delle calorie dallo zucchero triplica il rischio rispetto a chi invece ne assume il 10%, che rappresenta la dose massima raccomandata dall' OMS.

PANE E PASTA
Abbondare con il glucosio però, non significa soltanto mangiare dolci o bere bibite zuccherate, ma anche consumare quegli alimenti che, a prima vista, si pensa siano privi di zuccheri, come il pane e la pasta, che ne contengono una quantità rilevante insieme alle proteine, senza contenere invece un grammo di grassi.

Nel pensiero comune gli eccessi di zuccheri sono associati ad obesità, diabete o carie dentali, mentre oggi è stato lanciato l' allarme per il rischio di insufficienza cardiaca, della quale pare sia responsabile un metabolita del glucosio, il G6P, ovvero il Glucosio 6-fosfato, che è causa di stress per le fibre muscolari cardiache, poiché modifica le proteine muscolari e induce di conseguenza un danno alla funzione di contrazione e di pompaggio del cuore, nota appunto come insufficienza cardiaca, ed i ricercatori fanno sapere che tale molecola G6P si può accumulare sia assumendo troppo zucchero che troppo amido. A finire sul banco degli imputati è soprattutto il saccarosio, lo zucchero bianco aggiunto a cibi e bevande, che dovrebbe essere bandito dalla dieta, come fosse un componente velenoso e tossico, nei soggetti che iniziano ad avere problemi di glicemia, di sovrappeso o di ipertensione arteriosa. Lo zucchero infatti è calorico, fa aumentare la pressione, muta il metabolismo, provoca problemi al fegato ed è considerato da questa ricerca dannoso per la salute al pari del fumo e dell' alcol, che non a caso deriva dalla distillazione dello zucchero. Secondo tale studio infatti, il glucosio in eccesso è uno dei principali responsabili dei 35milioni di morti all' anno per malattie cardiovascolare favorite dal diabete, dall' obesità e dalla ipertensione.

CIBI SALATI
Secondo la ricerca Pure, l' assunzione dei grassi non è invece associata al rischio cardiaco, poiché gli individui esaminati nella fascia alta del consumo di lipidi, che preferivano i cibi salati a quelli dolci, mostravano una riduzione del 23% dei rischi di mortalità totale, ma anche una riduzione del 18% del rischio di ictus e di ben il 30% del rischio di morte per attacchi cardiaci. Inoltre ciascun tipo di grasso è stato associato alla riduzione del rischio di mortalità, che arriva a meno 14% per i grassi saturi, meno 19% per i grassi monoinsaturi e meno29% per quelli polinsaturi, ed una maggiore assunzione dei grassi saturi è stata addirittura associata ad una riduzione del 21% del rischio di ictus cerebrale.

Naturalmente, come spesso accade, anche in questo caso a fare la differenza sono le quantità, e fortunatamente in fatto di dieta noi italiani non somigliamo affatto agli americani, il cui apporto quotidiano di calorie proviene esclusivamente dallo zucchero, che ne assumono in quantità spesso pari o superiore alle 500 unità, il che vuol dire che più di un terzo delle calorie ingerite ogni giorno deriva solo da questo ingrediente. Resta però il dato scientifico che dopo i 40anni il metabolismo cambia rapidamente per tutti, ed a mio parere tutto quello che viene consumato in quantità eccessive può provocare danni, grassi compresi, soprattutto nei pazienti che sono in terapia con diuretici, beta-bloccanti e Ace-inibitori per patologie cardiache e pressorie sottostanti, per cui, al fine di evitare il rischio cardiaco ulteriore della molecola G6P, che può condurre all' insufficienza ed all' arresto del cuore, conviene limitare il consumo di cibi contenenti zuccheri e amidi, senza eccedere nemmeno in quelli ricchi di grassi.

In Italia abbiamo infatti il record della longevità, grazie anche alla nostra dieta mediterranea, ma ricordo che nessun soggetto in sovrappeso, grasso od obeso, arriva mai ad essere centenario, per cui per diventare davvero vecchi bisogna mangiare davvero poco.

di Melania Rizzoli