sabato 8 febbraio 2020

«SMART TIPS» Ode ai carciofi...

Pablo Neruda ritenne di dover dedicare un’ode al carciofo, «dal tenero cuore» ma «vestito da guerriero». Ed è proprio nella consistenza il segreto che ne fa un cibo smart: è un pasto straordinario da fornire ai trilioni di microbi che abitano nella nostra pancia.
di Eliana Liotta*
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L’inulina

Due o tre carciofi, di cui «squama per squama spogliamo la delizia», forniscono la quantità di fibre consigliata ogni giorno (25-30 gr). E ne possiedono una veramente speciale. Si chiama inulina, la stessa che si trova nella cipolla. Noi non la digeriamo, non abbiamo un solo enzima capace di farlo, per questo raggiunge intatta l’intestino. È la beatitudine per alcuni batteri che ospitiamo, come se piovesse manna dal cielo. La cosa incredibile è che l’inulina è disprezzata dai microrganismi cattivi ed è adorata dalla comunità di buoni che convivono in pace con noi e che svolgono azioni meritorie nei confronti del colon. Perciò è definita prebiotico. Se mangiamo i carciofi, nutriamo l’esercito degli amici in fondo alla pancia, bifidobatteri e lattobacilli, che prendono il sopravvento sui germi pericolosi.

*giornalista e scrittrice. Consulenza di Elena Dogliotti, biologa nutrizionista, supervisore di Fondazione U.Veronesi

Balsamo per il colon

        Gli studi sul microbiota, il termine con cui oggi si definisce la vecchia flora             intestinale, sono in ascesa, perché è chiaro che parte del benessere dipende               dai minuscoli alieni che ci popolano. Nel caso specifico, i batteri da dieci e             lode fermentano l’inulina e come prodotto di scarto del metabolismo                       rilasciano butirrato, una sorta di balsamo per le pareti dell’intestino.
                              

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Poche calorie

                 L’Italia ha il primato a livello mondiale nella produzione di carciofi,                         con una raccolta da gennaio a maggio e in ottobre e novembre. Un                           ortaggio light: ricco di acqua e povero di grassi, ha un apporto calorico                     veramente limitato.
                                         

Calcio e ferro

                         Con i carciofi si assumono anche bei quantitativi di calcio e ferro:                             un contorno da 250 grammi copre circa un quinto del fabbisogno                             giornaliero dei due minerali.

venerdì 7 febbraio 2020

Per la dieta è meglio la pasta fresca o quella secca?

 Ecco la risposta Il prodotto a lunga conservazione è oin apparenza più calorico, ma in realtà cambia tutto dopo la cottura. E la differenza la fa l’acqua.

di Cristina Marrone

Gli ingredienti


Sulle tavole degli italiani la pasta è un alimento che non manca mai. Ormai le tipologie in commercio sono moltissime: sugli scaffali dei supermercati si trovano formati e materie prime che accontentano un po’ tutti i palati. La tradizionale secca è fatta con grano duro, mentre quella fresca, che si presta molto ai ripieni, è quasi sempre composta da grano tenero, o talvolta da una miscela grano tenero più grano duro, a volte con l’aggiunta di uova. Ma per chi vuole stare un po’ più attento alla linea, c’è differenza tra pasta fresca e pasta secca?

Densità calorica e umidità

         Di base, a parità di peso, la pasta secca ha una densità calorica (350 kcal/100            g.) maggiore di quella fresca (270 kcal /100 g). La differenza principale tra i           due tipi di pasta sta nell’acqua presente nell’alimento. La pasta fresca                       dunque, più umida, sarà meno calorica di una pasta secca in cui, con                         l’essiccazione, i nutrienti si concentrano e le calorie aumentano.
                          

Pasta fresca? Vantaggio apparente

        Quindi la pasta fresca è più dietetica? «Il vantaggio è solo apparente —                   spiega Marina Carcea, dirigente tecnologo al Centro Alimenti e Nutrizione               del CREA — perché i dati che si leggono nelle tabelle nutrizionali si                       riferiscono spesso all’alimento crudo. Nella pasta fresca troviamo una                     quantità d’acqua che non è presente in quella secca e, dal momento che                   l’acqua non apporta calorie, ne abbassa il contenuto calorico».
                                                

Conme cambiano le cose con la cottura

                   Le cose però cambiano con la cottura, e la pastasciutta, inutile dirlo, la                     consumiamo dopo che è stata bollita. La pasta viene cotta in acqua                           bollente e durante la cottura assorbe acqua,ingrediente fondamentale                         per fare abbassare le calorie: più acqua assorbe la pasta in cottura e più                     si abbasseranno le sue calorie. La pasta fresca, compresa quella                                 all’uovo che è comunque più calorica (circa 300 kcal/100 g), assorbe                       meno acqua rispetto alla secca che, essendo disidratata, per natura,                           attira più liquido. Una volta cotte, sia la pasta fresca sia quella secca a                     parità di ingredienti avranno più o meno lo stesso contenuto calorico                         per 100 grammi.
                                                                   

                            La resa

                           Naturalmente bisogna tenere conto anche della resa: in termini di                             volume quella fresca è molto meno soddisfacente. Chi traffica con i                          fornelli sa bene che per avere la stessa porzione si deve usare un                               quantitativo maggiore di pasta fresca. Ad esempio 70 grammi di                               pasta secca corrispondono a 90 di pasta fresca. Ed è vero che                                     mangiando 100 grammi di pasta fresca (pesati prima della                                         cottura) si introducono effettivamente meno calorie rispetto a 100                             grammi di pasta secca (sempre pesati prima della cottura), ma per                             il semplice motivo chela densità calorica è minore.
                                                                          

                              Conclusione

                                   Quindi, qual è la conclusione? «A parità di ingredienti non ci                                sono differenze, o sono minime — conclude l’esperta —. Le                                     calorie sono praticamente identiche. Quello che può fare la                                       differenza, va ricordato, è il condimento».
           

giovedì 6 febbraio 2020

Paccheri con ragù di baccalà, un primo piatto partenopeo corposo e ricco.


https://www.dissapore.com/ricette/ricetta-paccheri-con-ragu-di-baccala/


La ricetta dei paccheri con ragù di baccalà è adatta per un pranzo in famiglia ma si presta perfettamente anche ad essere inserita in un menù di pesce per cene più importanti.
In questa ricetta abbiamo aggiunto qualche piccolo pomodoro e le olive nere per dare colore ma è buonissimo anche nella versione in bianco.
Avendo Napoli un grande porto è da sempre luogo di scambi commerciali e qui infatti un po’ di anni fa è approdato il merluzzo norvegese, che i marinai avevano a bordo essiccato e sotto sale.
Ovvio che l’amore è stato a prima vista e oggi continua ad essere uno degli ingredienti principe della tavola dei napoletani.
Il baccalà è molto versatile e può essere inserito in tanti piatti diversi abbinandolo a molteplici ingredienti.
paccherì-con-ragù-di-baccalà-ricetta

Tempo di preparazione

5 minuti

Tempo di cottura

20 minuti

Dosi per

4 Persone

Ingredienti

  • 250 g Baccalà
  • 400 g Paccheri
  • 8 Pomodorino
  • 10 Olive nere
  • Olio Extravergine D’Oliva
  • Sale
  • 1 spicchio Aglio

Preparazione

Per preparare la ricetta dei paccheri con ragù di baccalà per prima cosa mettete a cuocere la pasta in abbondante acqua di cottura e contemporaneamente soffriggete in una padella uno spicchio di aglio e i pomodorini tagliati.
Mentre il sughetto cuoce tagliate a tocchetti il baccalà ed eliminate le spine.
Quando mancano 5 minuti alla fine della cottura della pasta, aggiungete il pesce al sugo e cuocete mescolando, solo alla fine decidete se aggiungere il sale o meno in quanto il baccalà è molto sapido.
Scolate la pasta al dente e versatela in padella aggiungendo le olive, fate insaporire a fiamma vivace.
Impiattate i paccheri al baccalà e servite caldo.

domenica 2 febbraio 2020

Brodetto di anguille...

Brodetto di anguille delle valli di Comacchio

Il brodetto di anguille delle valli di Comacchio è una ricca preparazione a base di anguille allevate nelle valli di Comacchio, particolarmente gustose, e di polenta che svolge egregiamente il ruolo di base per tutti gli altri ingredienti. Ecco i passaggi per il brodetto di anguille delle valli di Comacchio.
Brodetto di anguille delle valli di ComacchioVAI ALLA RICETTA PER IMMAGINI 
  • DIFFICOLTÀ:BASSA
  •  
  • VINO:-
  •  
  • DOSI:4
  •  
  • CUCINA REGIONALE:-
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  • TEMPO:20 min di preparazione25 min di cottura
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  • COSTO:MEDIO

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Ingredienti

  • Anguilla 1 kg
  •  
  • Polpa di pomodoro 500 g
  •  
  • Olio di oliva extravergine 1 dl
  •  
  • Cipolla tritata 1 piccola
  •  
  • Polenta q.b.
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  • Rosmarino 1 cucchiaino
  •  
  • Limone 1
  •  
  • Aceto q.b.
  •  
  • Sale q.b.
  •  
  • Pepe qualche granello

Preparazione

  1. Brodetto di anguille delle valli di Comacchio
    Con un coltellino a punta, ben tagliente, incidete le anguille intorno alla testa. Nel punto inciso rivoltate la pelle e, tenendole ferme con un panno stretto tra le dita, spellatele d'un sol colpo; tagliate loro le pinne del ventre e del dorso, vuotatele e dividetele in tronchi di 5-6 cm di lunghezza.
  2. Brodetto di anguille delle valli di Comacchio
    Fate soffriggete in un tegame 2/3 dell'olio con la cipolla, aggiungete il rosmarino, allineatevi i tronchetti di anguilla e cuoceteli per qualche minuto di cottura; spruzzate un filo di aceto e fatelo evaporare.
  3. Brodetto di anguille delle valli di Comacchio
    Versate la purea di pomodoro, condite con sale e pepe a vostro piacere, cuocete per circa 1/4 d'ora a calore moderato; completate con qualche goccia di succo di limone.
  4. Brodetto di anguille delle valli di Comacchio
    Fate uno strato di polenta morbida nelle fondine, ricopritela con i pezzetti di anguilla e con il loro sughetto. Servite caldo.

Anguilla alla griglia

Anguilla alla griglia

L'anguilla alla griglia è un tipico piatto da cucinare all'aperto con il barbecue, l'anguilla andrà pulita, tagliata in pezzi ed asciugata, successivamente andrà posta sulla griglia già riscaldata e a metà cottura andrà salata e pepata.
Anguilla alla grigliaVAI ALLA RICETTA PER IMMAGINI 
  • DIFFICOLTÀ:BASSA
  •  
  • VINO:SOAVE
  •  
  • DOSI:4
  •  
  • CUCINA REGIONALE:-
  •  
  • TEMPO:25 min di preparazione20 min di cottura
  •  
  • COSTO:BASSO

Oppure ti potrebbero interessare

Ingredienti

  • Anguilla 1 da 1 kg
  •  
  • Sale q.b.
  •  
  • Pepe q.b.
  •  
  • Limone 1

Preparazione

  1. Anguilla alla grigliaPulite l'anguilla, togliete gli intestini, lavatela, quindi tagliatela a pezzi e asciugatela.
  2. Anguilla alla grigliaMettetela sulla griglia già ben calda, a metà cottura salate e pepate. Servitela calda con spicchi di limone.